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SEQUENCING
di Simone Coen - simone.coen@galactica.it

Questa rubrica si occuperà di tutto ciò che riguarda i programmi di sequencer in generale e l'ottimizzazione del loro uso. Si tratteranno, di volta in volta, argomenti legati al MIDI, all'audio digitale, ad entrambi e altre amenità.


Il tempo questo sconosciuto.

Per cominciare analizziamo le unità di misura del tempo utilizzate in musica:

- Il tempo metronomico ([Bpm]: beats per minute)

Questa è l'unita di misura pi musicale; indica semplicemente il numero di impulsi di una data durata musicale (minime, semiminime, crome ...) in un minuto.

- Il tempo in formato [SMPTE]

Questo standard di misurazione è di origine cinematografica; suddivide il secondo in fotogrammi ([frame]), il cui numero varia a seconda della zona geografica e dello standard relativo. Viene molto usato nella sincronizzazione audio-video e in ogni situazione in cui si debba sincronizzare una macchina analogica. Perciò la sua comprensione Ë della massima importanza per chi lavora in studio di registrazione. Questoa rgomento coprirà un'intera puntata di questa rubrica.

Il formato adottato è il seguente: [ore:minuti:secondi:frame:subframe].

[Frame]: fotogrammi al secondo basati sugli standard video, per cui avremo: 24, 25, 30, 29.97, 29.97 drop [Fps] (frame per secondo).

[Subframe]: ogni frame viene diviso in altri 80 subframe; un subframe di un 25 Fps e un subframe di un 30 Fps hanno durate diverse! (0,5 ms e 0,417 ms rispettivamente)

Il subframe viene particolarmente utilizzato in musica perchè la risoluzione minima di un frame (a 30 Fps) è di 1s/30=33.3 millisecondi, intervallo di tempo che in musica porta a percepire indesiderati effetti di delay, chorus, flanging.

- Il tempo in [ticks per quarto] ([ppqn])

Indica la risoluzione MIDI del sequencer. Questo è un parametro molto importante per la gestione del MIDI ed occorre approfondirlo.

Le risoluzioni tipiche sono:

96 ppqn: un trentaduesimo è diviso in 12 ticks propria dei sequencer hardware.

192 ppqn: un trentaduesimo è diviso in 24 ticks nei primi sequencer software professionali.

384 ppqn: un trentaduesimo è diviso in 48 ticks nell'attuale standard.

480 ppqn: un trentaduesimo è diviso in 60 ticks per una risoluzione pi accurata è per una programmazione più espressiva.

960 ppqn: un trentaduesimo è diviso in 120 ticks nei sequencer che permettono un quasi totale dominio dei parametri temporali per una risoluzione accuratissima.

Si può operare a due livelli con questo parametro: il primo, più ovvio e musicale è la definizione delle durate musicali degli eventi e delle note che inseriamo, perciò avremo il seguente riferimento se stiamo lavorando a 960 ppqn:

 

VALORE MUSICA

pgqn @ 960 ppqn

1/4

960

1/6 (terzina di quarto)

640

1/8

480

1/12 (terzina di ottavo)

320

1/16

240

1/24 (terzina di sedicesimo)

160

1/32

120

1/48 (terzina di trentaduesimo)

80

1/64

60

Questi sono tutti valori di divisione ben percepibili soprattutto a tempi inferiori agli 80 bpm.

Ma cosa ce ne facciamo dei 60 ticks per definire 1/64? Qui si puÚ finalmente operare ad un altro livello, con l'introduzione dei concetto di ['feel' programming] e di [MIDI delay correction].


'Feel' Programming: con un po' di tempo, di esperienza e di buon senso, si possono inserire degli elementi espressivi temporali nelle nostre programmazioni. L'esempio pò tipico è sulle tracce di batteria: il rullante che suona indietro (in ritardo), il charleston che ha delle oscillazioni periodiche, oppure particolari tipi di swing in cui si suddivide il quarto o l'ottavo non in 3 (2+1), bensÏ in 5 (3+2) oppure 7 (4+3) e 9 (5+4).

Può essere anche utile per avere una sezione un po' più 'tirata' senza cambiare la parte: basta anticipare di qualche tick tutte le tracce ritmiche o solo alcune di esse.

MIDI Delay Correction: il protocollo MIDI ha una risoluzione spesso insufficiente a reggere l'enorme flusso di dati (note, controlli continui, midi clock, etc.) in setup con molti expander, magari collegati in cascata; inoltre a volte i campionamenti utilizzati dagli expander hanno caratteristiche di attacco che possono non sposarsi bene insieme se meramente quantizzate. Si possono perciÚ correggere queste piccole imperfezioni usando il parametro delay di molti sequencer: è importante sapere l'affidabilità nella risposta di ogni nostro expander. Alcuni sono veloci, ma rallentano appena gli forniamo molte note contemporaneamente (accordi) su pi canali MIDI. Altri, soprattutto di vecchia progettazione, hanno una certa pigrizia a rispondere ai comandi di volume, pan se non addirittura di nota on. Perciò armatevi di pazienza e operate una serie di test comparativi che potremo proporre in un numero successivo di questa rubrica.

 

simone.coen@galactica.it