DaniRava.com - Info Audio

 

Masterizzazione Audio
 

Registrazione Audio nel PC : la scelta di una scheda.

 

Vorrei condividere con gli interessati alcune considerazioni da me fatte nel momento in cui la caduta dei prezzi per un sistema di registrazione sonora digitale ha aperto ormai a chiunque la possibilità fino a pochi anni fa impensabile di cimentarsi nell'allestimento di uno studio personale di qualità professionale.

Dato che nessuno di noi dispone di risorse economiche illimitate ( chi non si riconosce in questo profilo salti pure al sito
www.audionababbi.com ) l'obiettivo principale è quello di ottenere il massimo nel rapporto tra qualità tecniche e prezzo d'acquisto, evitando gadget inutili, ma ricercando ciò che più si adatta alle proprie esigenze.
 


Sommario

 

Hardware o software

Sound Blaster & co.

Isa vs. PCI

Bit vs. Khz

Software in Bundle

Dotazioni di bordo

Commenti alle dotazioni

 

Hardware o software.

 

La prima grossa biforcazione è la scelta dell'hardware di registrazione in quanto il mercato offre una quantità di sistemi hardware che presentano un'interfaccia simile al nostro vecchio registratore analogico che utilizza però un supporto di memorizzazione digitale ( hard disk, cartucce Zip Jaz Syquest, cassette video o Minidisk), accanto a software che trasformano il Computer scelto in uno studio di registrazione.

Lasciando la trattazione dei primi ad un'altra puntata, per i temerari che scelgono il Computer l'avvenire sarà quanto mai imponderabile e imprevedibile, dato che il nostro mercato è quasi totalmente dominato dalla piattaforma PC a scapito del granitico Mac, che in ambito professionale ha quasi il monopolio dell'hard disk recording e dell'editing sonoro in generale.
Sappiamo infatti che la già instabile struttura hardware del PC è quasi universalmente gestita direttamente dal losco Bill Gates attraverso la sua interfaccia neuronale (Windows) che utilizza la sua scarsa coerenza mentale per creare problemi, conflitti e crash di sistema.
Del resto chiunque sa che a parità di potenza un PC costa meno di un Mac , il software relativo circola con una certa facilità e si possono quindi condividere facilmente files e applicativi, quindi parlando chiaro la soluzione ragionevolmente più frequente è quella di promuovere il proprio PC, nuovo o rivitalizzato da una iniezione potenziante, a centro del proprio sistema di registrazione.
 

Sound Blaster & co.


Ora il punto fondamentale è garantire ingresso e uscita dell'audio dal PC in maniera dignitosa, cioè munirsi di una scheda dedicata.
Partendo dalla domanda più banale, e cioè :
"Posso utilizzare la scheda audio Sound Blaster o simile fornita con il PC ?" , la risposta è ancora più banale : "No".
Le specifiche tecniche di tali schede sono scarse, spesso la loro gestione non è "full duplex" (cioè non permette di registrare mentre si ascoltano le tracce già registrate) e in generale la resa sonora non renderebbe giustizia al materiale registrato ( a meno di autori o esecutori particolarmente scarsi ).
Del resto la "scheda audio" fornita con il Pc si prende carico di tutte le prestazioni sonore di basso livello : lettura di files MIDI, CD audio, suoni di sistema, audio dei videogames ecc.
Si pone qui un'altra scelta fondamentale : eliminare o meno la schedina sonora in dotazione al PC ? La risposta è complessa, o meglio ci sono tre possibilità:

  1. Uso il Pc esclusivamente per scopi seri, me ne frego dei suoni di Windows o dei videogames, quindi elimino la scheda e risparmio uno slot sulla scheda madre e preziose risorse di sistema.
  2. Non so rinunciare a quanto sopra e quindi affianco alla scheda preesistente una scheda audio "seria" da dedicare all'hard disk recording, affrontando la coesistenza delle due.
  3. Scelgo una scheda che accoppia le funzioni di basso livello, realizzate tra l'altro attraverso l'impiego di generatori sonori di tutto rispetto, a quelle di Input/Output di qualità : ne esistono in commercio parecchie, come la  Guillemot ISIS, la serie EWS64 di Terratec, la Yamaha SW1000XG. Da scartare secondo me la Sound Blaster Live! che fornisce prestazioni superiori alle sue sorelline minori , ma non all'altezza di un sistema semi-pro.

 

Isa vs. PCI

 


Per quanto riguarda la scelta del tipo di scheda va subito detto che esistono ancora in commercio buone schede adatte a slot del tipo ISA, che però sono sconsigliate nei sistemi recenti in quanto non si avvalgono della velocità del bus PCI e della sua estrema integrazione nei sistemi operativi Plug and Play, fattori che facilitano l'installazione ( quasi sempre ) e le prestazioni del software dedicato.
A meno di occasioni irripetibili di svendite a prezzo di realizzo ad esempio del sistema
EWS64 Terratec , che è un tuttofare integrato Input Output MIDI Synth ( espandibile Waldorf ! ) Campionatore su scheda ISA, lascerei perdere proposte di questo tipo per un nuovo acquisto.
 

BIT vs. Khz

 

Attualmente sembra che qualunque periferica non compatibile con lo standard 24bit/96Khz sia qualcosa di assolutamente inadeguato e fuori mercato. Vi ricordo che nonostante tutto il formato nel quale la musica viene distribuita alle masse oggi e cioè il famigerato CD audio utilizza lo standard 16bit / 44.1Khz.
Certamente esistono dimostrazioni che lavorando a 24/96 e poi convertendo il lavoro finito a 16/44.1, mediante costosissime macchine hardware o altrettanto sofisticati e costosi software, la differenza è percettibile ad un attento ascolto comparato, nell'ipotesi di possedere una dotazione completa compatibile con lo standard durante tutte le fasi di produzione.

Resto comunque dell'idea che nel mondo reale, circondati da apparecchiature spesso di media qualità, sia meglio rivolgere altrove le proprie energie economiche e cercare di ottimizzare altri parametri : registrare con un cattivo microfono il suono di un frusciante amplificatore per chitarra attraverso la scheda audio 24/96 darà un'impietosa e perfetta registrazione di una mediocre strumentazione.

Non va trascurato inoltre che utilizzare la frequenza di campionamento a 96 Khz significa devolvere alle nostre registrazioni su hard disk uno spazio più che doppio rispetto ai tradizionali 44.1 (più di 20 mega / minuto per una traccia stereo).
Un importante peso va dato però alla qualità dei convertitori A/D della scheda : più alta la qualità, migliore l'ingresso delle nostre esecuzioni nel mondo digitale, anche se la destinazione finale sono i 16 bit.
Immaginate di dover estrarre in un passaggio da una vasca almeno un litro d'acqua usando un contenitore da un litro (convertitore a 16 bit) o un recipiente più grande ( convertitore superiore ) . Con il secondo il lavoro avrà maggiori probabilità di successo.

Riassumendo direi : si ai Bit dedicati alla conversione A/D, no ai Khz.
A voi le considerazioni e le scelte del caso, rimandando eventualmente una trattazione meno grossolana dell'argomento.

 

Software in bundle

 
Nella valutazione globale del rapporto costo-benefici non va sottovalutata la tendenza dei produttori di fornire spesso a corredo della scheda una serie di Software applicativi che in certi casi sono di discreta qualità o rappresentano una cosiddetta Light o Special Edition di un Software che va per la maggiore, consentendo di valutare la possibilità di Upgrade, di solito ben scontato, alle versioni Full del programma.
In altri casi invece la scelta cade su semplici Demo versions che irritano solamente l'utente, almeno nel mio caso, non permettendo di salvare il risultato finale o impedendo altre basilari funzioni, con il risultato di trovare il Pc "sporco" dei residui di tali Demo anche dopo la disinstallazione.

Per coloro che già possiedono dei Software di alto livello ovviamente tali offerte non aggiungono niente al proprio arsenale, ma per chi parte da zero nel campo specifico, una dotazione di Sequencer, Audio Editor ecc. può consentire di cominciare ad utilizzare la nuova scheda senza costi aggiuntivi.
Un tale plus valore può orientare anche su un acquisto meno prestigioso, ma subito creativo, piuttosto che su una super scheda che rimanga silenziosa fino alla prossima disponibilità di fondi, oppure dare la spinta decisiva ad una bilancia particolarmente equilibrata.
 


Dotazioni di bordo

 

 
Cosa dunque chiedere alla scheda audio?
Dipende dalle esigenze personali, ma un elenco sommario di quello che il mercato offre potrebbe essere il seguente :

  1. Entrate e Uscite analogiche (bilanciate, sbilanciate, microfoniche)
  2. Entrate e Uscite digitali (S/PDIF coassiali e/o ottiche, Aes/Ebu, Alesis Optical, Tascam Tdif)
  3. Entrate e Uscite di segnali di Sincronizzazione ( SMPTE, Word Clock ADAT sync )
  4. Entrate e Uscite MIDI
  5. DSP on board
  6. Breakout box separato
  7. Generatore sonoro autonomo ( Synth e/o Campionatore integrati )

 

 

Commenti alle dotazioni di bordo

 

1 . Entrate e Uscite analogiche

Il tipo di entrate e uscite ( I/O ) dipende dall'uso che si fa della scheda. Fondamentalmente si può distinguere tra soluzioni che prevedono di collegare direttamente le sorgenti alla scheda che svolge funzioni di buon preamplificatore anche microfonico e integra controlli per il monitoraggio durante la registrazione senza la necessità di apparecchiature esterne (
Seasound Solo, Terratec EWS64, E-mu APS, Echo Mona ) o soluzioni che prevedono l'uso di un mixer esterno (la maggioranza).
Riguardo il numero di I/O : per registrazioni Live o multitraccia simultanee serviranno più entrate, inutili nel caso di registrazioni traccia per traccia dove due ingressi sono sufficienti, specie se supportati da un mixer esterno.
Un numero superiore a due uscite può essere utile o per trasferire le singole tracce ad un multitraccia esterno in assenza di sincronizzazione o per processare esternamente e separatamente le singole tracce in fase di missaggio finale.

Riguardo i tipi di I/O : quelle bilanciate sono sicuramente professionali, ma rivestono fondamentale utilità solo se i cavi di collegamento devono essere per forza molto lunghi, caso in cui preservano meglio il segnale da degradazioni e disturbi.

2 . Entrate e Uscite digitali

Ingressi e uscite digitali stereo ( S/PDIF AES/EBU ) sono fondamentali per importare audio da o mixare su DAT, trasferire audio a un campionatore o importare un campionamento per un'elaborazione senza perdita di qualità ( ma si può anche agire via SCSI o MIDI ).

Possono rappresentare una coppia di uscite analogiche in più se si dispone di un convertitore esterno    ( basta anche un Dat o un campionatore con ingressi digitali ) che riceva il segnale e lo ritrasmetta alle sue uscite analogiche.

Le uscite multiple tipo ADAT o Tascam DA88 sono indispensabili per dialogare con queste apparecchiature nel caso vi si ricorra come supporto di registrazione, con il Pc nel ruolo di elaboratore delle tracce che gli vengono inviate e poi ritrasmesse : per questo tipo di giochetti però è fondamentale disporre di sincronia tra le due macchine (vedi  3 ).

Inoltre le prese di tipo ADAT permettono di connettere alla scheda base un mixer digitale o un convertitore A/D esterno che può essere aggiunto in un secondo momento (
Frontier Zulu & Tango, Creamvare A8 & A16 ) : tali prese non vanno assolutamente sottovalutate da chi vuole partire con una dotazione minima, ma progetta di espandere gradualmente il proprio sistema.

3 . Entrate e Uscite di segnali di Sincronizzazione.

Per trasferimenti da e a registratori esterni o per la semplice sincronia di funzionamento tra questi ultimi e un software MIDI o multitraccia sul PC le due macchine devono condividere un codice di sincronia che alla partenza dell'apparecchiatura master comanda la slave e ne allinea temporalmente le prestazioni. La presenza di tali connettori risulta quindi indispensabile solo per certi utenti, mentre in altri casi può solo costituire una spesa inutile.

4 . Entrate e Uscite MIDI.

Anche le prese MIDI possono essere obbligate o meno a seconda delle intenzioni dell'utente della scheda.
Esistono molte schede che presentano le funzioni base con la presenza di un entrata e di un'uscita, altre che raddoppiano la dotazione, poche più complesse a questo livello.
Se si pretendono complesse prestazioni MIDI spesso si è già dotati di un'interfaccia dedicata e quindi si può evitare di includere un particolare inutile al profilo della scheda ideale, riservando tutte le risorse economiche a dotazioni più utili.

5 . DSP on board

La presenza di Digital Signal Processor(s) (DSP) sulla scheda audio significa avere a disposizione uno o più microprocessori dedicati a funzioni di elaborazione del segnale che sollevano da questi compiti la CPU del Pc alleviandone il carico .
Le funzioni possono andare dalla sola generazione di effetti (compressione, delay, riverbero ecc. :
Terratec EWS64 ,E-mu APS ) a funzioni di gestione audio complesse ( lettura e mixaggio comprensivo di effetti per un certo numero di tracce sempre senza coinvolgere la CPU : Yamaha DS2416 ) fino al faccio tutto io ( lettura missaggio effetti e contemporaneamente generazione di Synth virtuali analogici FM modulari e simulazione di campionatori : Creamware Pulsar , Scope ). Specialmente su Pc di media potenza queste funzioni possono essere un toccasana per le prestazioni globali.

6 . Breakout box separato

La maggioranza delle schede che superano la coppia di ingressi stereo prevedono un modulo esterno da connettere alla scheda mediante un cavo apposito, dove effettuare le principali connessioni (
Echo Gina ,Darla e Layla, Gadget Labs serie Wave, Guillemot ISIS, Terratec EWS 88 ). Questo modulo in certi casi può rappresentare un accessorio opzionale.

Talvolta come espansione alla scheda viene fornito un accessorio da connettervi mediante un cavetto interno e da sistemare poi in uno dei Drive Bay sul frontale del PC, che aumenta e rende più accessibili gli accessi alla scheda (
E-mu APS, Yamaha DS2416).

Il vantaggio box esterni è rappresentato dal fatto di  allontanare i convertitori A/D dal rumoroso ( anche in termini di disturbi radio ) interno del PC. A ciò si unisce la facilità di accesso alle entrate ed uscite separate dalla scheda e posizionabili a piacere.

Esistono comunque schede ad I/O multipli che prevedono una (per me raccapricciante) cascata di cavetti di pochi centimetri penzolanti da un connettore multipin sul retro della scheda : per gli amanti dell'orrido o per chi non è ancora soddisfatto del caos del proprio ambiente di lavoro musicale(
Sek'd ARC88 & co. , Creamware Pulsar ).

7 . Generatore sonoro autonomo.

Per quanto riguarda i generatori di suono, anche qui ce nè per tutti i gusti, e si va da Synth utili per sentire gli spari nei videogames, a generatori di tutto rispetto
E-mu ( APS ), Yamaha ( DS1000XG ) e Kurzweil, in grado di rinforzare l'arsenale sonoro in dotazione, o di sostenere totalmente il peso extra-microfonico delle registrazioni.
La scelta va fatta in base all'effettiva utilità personale, dove la soddisfazione fisica della manipolazione dello strumento reale non può essere pareggiata dall'analogo virtuale, il cui suono però ha il vantaggio di rimanere sempre nell'ambito digitale, all'interno del Pc, senza soffrire alcuna degradazione, fruscio o altro derivante dalla nostra imperizia mentre viene registrato ( si può rovinare anch'esso, ma ci vuole più impegno ).