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Il Midi
 
- LE APPLICAZIONI
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LA GESTIONE DEI CANALI
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LE PORTE MIDI ED IL COMPUTER
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GENERAL MIDI
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CONFIGURAZIONE SU PC
 
 
 
PREMESSA
 
MIDI significa Musical Instrument Digital Interface, ed è uno standard che fu creato autonomamente da un gruppo di persone che erano per lo più coinvolte nella progettazione di sintetizzatori, e solamente in un secondo tempo fu proposto e venduto alle aziende che i sintetizzatori li costruivano. Il MIDI nacque, più o meno come lo conosciamo adesso, nei primi anni Ottanta, come mezzo per far comunicare tastiere, strumenti musicali ed i primi rudimentali sequencer tra loro, ed all'epoca rappresentava lo stato dell'arte della tecnologia di comunicazione digitale: aggiungerlo alle macchine era un'operazione piuttosto costosa che pochi si potevano permettere. Fu l'inclusione di serie delle porte MIDI (5 pin che servono sia a trasmettere che a ricevere) in tastiere (come la Yamaha DX7) o computer (Atari) dell'epoca a far sì che questa innovazione fosse disponibile ad una utenza molto vasta e cominciasse a trovare una utilizzazione importante all'interno delle produzioni musicali più disparate. Ci sono, infatti, generi (tutta la dance, per esempio) e figure musicali (il one-man-band che spesso si incontra nei piano bar) che non avrebbero potuto probabilmente svilupparsi senza questo importante protocollo di comunicazione.
 
 
LE APPLICAZIONI
 
Se vogliamo ha senso affermare che il MIDI è di per sé uno strumento musicale, di cui è necessario conoscere le tecniche di utilizzo e che permette l'espansione delle possibilità creative del musicista. Usare un sequencer MIDI, hardware o software, infatti, significa avere il controllo pressoché completo dei parametri e degli effetti dei propri strumenti musicali e rende possibile fare eseguire alla macchina operazioni complesse di manipolazione del suono che altrimenti non sarebbero state possibili effettuandole manualmente. Il sequencer, inoltre, permette di registrare delle performance live, per poi editarle con semplicità e precisione, correggendo o aggiungendo laddove sia necessario.
LE PORTE MIDI
Esistono essenzialmente tre tipi di porte MIDI, MIDI In, MIDI Out e MIDI Thru, ognuna con una specifica funzione; gli strumenti musicali ed i sistemi computerizzati di più avanzata generazione e complessità spesso ospitano più di una porta per ogni tipologia: questo avviene perché ogni porta è capace di gestire solo 16 canali MIDI, ed alcune applicazioni più spinte possono richiederne un numero anche di molto superiore. I 16 canali MIDI di ogni porta sono separati tra loro ed ognuno permette di trasportare le informazioni di un diverso strumento musicale; quasi tutte le tastiere, gli expander e le schede audio dei computer sono al giorno d'oggi capaci di suonare più suoni (strumenti) diversi contemporaneamente, e, quindi, di gestire e sfruttare più canali MIDI allo stesso tempo.
 
 
LA GESTIONE DEI CANALI
 
I dati MIDI, essenzialmente, trasportano l'informazione di quali note debbano essere suonate, per quanto tempo, il volume delle stesse; in secondo luogo, altri parametri, quali il pitch-bending, la modulazione, il pan, tutte informazioni che vengono inviate da un trasmettitore (tastiera o sequencer, entrambi tramite la porta MIDI Out) ad un ricevitore (tastiera, expander, scheda audio o quant'altro, tramite la porta MIDI In) che potrà suonarle e\o trasmetterle ulteriormente (tramite la porta MIDI Thru) ad altre periferiche. La porta MIDI Thru, però, non è fisicamente collegata a quella di MIDI In (per evitare disturbi elettrici); proviene, invece, dalla decodifica di un segnale luminoso, che nelle intenzioni dovrebbe dare luogo ad una copia perfetta del MIDI In, ma nella realtà introduce alcune alterazioni; queste modifiche, comunque, non appaiono evidenti (così come i ritardi temporali introdotti da ogni porta) se si collegano via MIDI due o tre apparecchi in cascata; possono, però, dar luogo ad errore nel caso (teorico) del collegamento di più di 10 apparecchi. Alcuni strumenti musicali, poi, non hanno porta Thru; esistono in commercio, però, delle scatoline non molto costose capaci di fornire più MIDI Thru da inviare a diversi apparecchi. Inoltre il protocollo e le periferiche MIDI (soprattutto quelle più datate) non possono gestire contemporaneamente più di una certa quantità di dati, pena l'intasamento del sistema ed il blocco di alcune periferiche. Sono a tal proposito disponibili in commercio dei filtri midi che selezionano alcuni controlli che non si vuole vengano inviati alle periferiche. Esempio diffuso è l'eliminazione tramite tali apparecchi dei controlli relativi all'aftertouch inviati dalle tastiere durante esecuzioni particolarmente complesse, in quanto tali controlli vengono emessi in grande quantità dalle tastiere ma influiscono relativamente poco sulla espressività dell'esecuzione stessa. Fate attenzione alla lunghezza dei vostri cavi MIDI! Cavi lunghi più di 5 metri possono indebolire il segnale elettrico e compromettere la trasmissione. E' importante sottolineare che i dati MIDI contengono informazioni su quali note e, talvolta, quali suoni devono essere emessi, ma NON CONTENGONO I SUONI STESSI che saranno, invece, generati dalle periferiche riceventi. Un canale MIDI può essere utilizzato, per esempio, anche solo per comandare un multieffetto, magari per controllarne a distanza il tempo di delay o programmare parametri come l'andamento del decadimento di un riverbero. Anche i mixer digitali, molto alla moda di questi tempi, sono gestibili ed automatizzabili via MIDI.
 
 
LE PORTE MIDI ED IL COMPUTER
 
Avrete notato che i computer non sono forniti di porte MIDI di serie. La soluzione più semplice per dotarli di tale interfaccia è quella di fornirsi dell'apposito cavo che si trova nei negozi di articoli musicali, capace di trasformare l'uscita joystick della scheda audio soundblaster-compatibile in due porte MIDI: una MIDI IN ed una MIDI Out. Se ciò fosse troppo poco per le vostre necessità, esistono in commercio numerose interfacce stand-alone collegabili attraverso le porte esterne del vostro computer (seriali, parallele, le più nuove anche USB) per fornirvi di quante porte MIDI vogliate (possiate) permettervi. Un sequencer di tipo software può gestire un numero massimo di canali esterni determinato dal tipo di interfaccia MIDI presente nel computer, in particolare dal numero di porte MIDI Out disponibili. Ogni uscita MIDI, come già detto, fornisce 16 canali indipendenti...
 
 
 
GENERAL MIDI
 
Il GENERAL MIDI e le sue varianti più evolute (GS di Roland e XG di Yamaha) partono dalle specifiche del MIDI e le ampliano, definendo uno standard che permette di suonare gli stessi MIDI FILE su apparecchiature differenti ottenendo differenze timbriche di scarso rilievo. In questo modo tali file MIDI possono essere scambiati fra utenti di macchine diverse, magari su dischetto o tramite Internet, suonando (tramite un sequencer MIDI) in modo praticamente identico fra loro. Come si ottiene ciò? Gli strumenti appartenenti a questo standard hanno un'assegnazione fissa dei programmi interni, per cui in ogni macchina lo stesso numero di programma (supponiamo il primo) genera lo stesso tipo di suono (in questo caso un pianoforte acustico). I suoni in tutto sono 128, per 128 programmi disponibili (più i suoni di batteria, a cui è assegnato il canale MIDI 10). La normativa GENERAL MIDI stabilisce che un apparecchio musicale, per risultare conforme a tale standard, debba avere almeno 24 voci di polifonia (note suonabili contemporaneamente), essere in grado di ricevere su 16 canali MIDI e far si che tali 16 canali possano dar luogo alla riproduzione contemporanea di 16 suoni diversi. Praticamente tutte le schede audio (tranne alcune professionali dedicate esclusivamente alla registrazione di audio in digitale) che si trovano comunemente nei Personal Computer mettono a disposizione dell'utente almeno un banco di suoni di tipo GENERAL MIDI; la qualità dei suoni di tale banco varia da scheda a scheda, principalmente in relazione al prezzo della stessa: nelle schede più economiche i suoni sono generati tramite un tipo di sintesi particolarmente scarna, la sintesi FM a due operatori. Le schede più costose, invece, sono provviste di ROM (Read Only Memory) contenenti il campionamento dei suoni, o sono comunque in grado di utilizzare la RAM (Random Access Memory) del computer per caricare i campioni via software. Lo standard GENERAL MIDI non permette al compositore particolari sperimentazioni sonore, riservate a sintetizzatori di maggior complessità, ma rivela la sua utilità dando agli strumenti che lo adottano una preziosa universalità e permettendo lo scambio di basi fra musicisti anche lontani fra loro.