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FM7
 

Sono un fortunato possessore di un Yamaha TX802 che conservo come una santa reliquia nel mio studio, se dovessi decidere un giorno di liberarmene c'è una sola persona al mondo al quale darei quell'expander. La sintesi FM è una brutta bestia, molto complessa, tutto si gioca sulla modulazione di una o più sinusoidi con altri oscillatori (meglio, operatori, qualcosa di più di un oscillatore, che nell'FM7 possono avere ben 32 forme d'onda diverse) che funzionano da modulanti, connessi tra loro da algoritmi etc etc... qualcosa di davvero complicato.
Native Instruments ha creato FM7, uno sbalorditivo strumento virtuale in grado di generare suoni in FM di potenza espressiva incredibile con una interfaccia molto user-friendly. Certo in relazione alla complessità della tecnica di sintesi, infatti le pagine sono così tante e ricche di parametri che non posso certo spiegarle in questa scheda, mi ci vorrebbe un sito intero e di proporzioni importanti, comunque iniziamo la nostra panoramica.

La parte superiore dello strumento è formata dal logo, che cliccato apre la pagina about del nostro VI, tre pulsanti per nascondere o mostrare le preferences, la finestrona centrale dell'edit o la tastiera, un display a LED rossi con il numero del preset affiancato da due vu-meter per il segnale in uscita, il display verde in perfetto stile TX802 con il nome e le info sul suono selezionato, altri due display non editabili con rispettivamente lo spettro armonico e la forma d'onda; chiude il tutto il marchio della Native Instruments che linka al proprio sito internet.

La parte più corposa dell'interfaccia è l'editor, con i tasti in alto per la scelta degli operatori e delle finestre per la modifica dei suoni. 8 tasti verdi (NI ha una gran cura per imitare colori, stili, forme e quant'altro degli strumenti originali) selezionano altrettanti operatori (l'operatore X è dedicato alla saturazione/distorsione e l'operatore Z al filtraggio)e aprono le rispettive pagine per modificarne la struttura, molto dettagliate e ben disposte, proseguendo possiamo editare con finestre simili anche il pitch, la risposta dei due LFO, la modulation matrix che riassume in una visione d'insieme tutta la situazione della macchina come un flow-chart dinamico, una pagina master per i controlli generali dal volume di output alla profondità d'intervento della modulation wheel, la pagina easy che corrisponde ad una facilitazione della programmazione di questo complesso strumento attraverso "macro" per la modifica dei parametri e infine la library, ovvero la visualizzazione e la scelta dei preset divisi in 64 suoni per 4 banchi. In basso troviamo la tastiera con le due classiche rotelle tipiche dei synth Yamaha per il pitch e la modulation.

I preset sono veramente godibili e la qualità sonora ottima, non fa rimpiangere i vetusti fratellini hardware (con i quali ha piena compatibilità e ne può importare i suoni ), anzi, la duttilità è enorme: consideriamo che possiamo avere infiniti algoritmi per strutturare gli otto operatori, ognuno con un proprio circuito di feedback e la possibilità di essere panpottato indipendentemente, che accetta segnali audio esterni che può usare come modulanti, che ha effetti di qualità incorporati e può essere usato in modalità stand-alone o come plugin, che ha un completo controllo MIDI, perfino gli inviluppi sincronizzabili al clock e suoni di una modernità assoluta.

Un virtual instrument che non può mancare!