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T-Racks
 
Il diffondersi delle schede sonore professionali, dei masterizzatori e dei software musicali ha permesso di realizzare con il computer lavori sempre più raffinati, con risultati che competono in tutto e per tutto con gli studi di registrazione tradizionali.
 
La potenza dei processori dei computer in commercio è in grado di soddisfare i più ingordi algoritmi per l'editing del suono, cosicché stiamo pian piano sostituendo i classici racks da studio con i relativi software per personal computer.
 
T-Racks è il software di IK Multimedia concepito per il mastering, ed è sostanzialmente composto da tre effetti: un compressore, un limiter e un equalizzatore, costruiti in modo da emulare il caratteristico suono valvolare e "riscaldare" il suono digitale per la masterizzazione. Il T-Racks non è un effetto Direct X, bensì un programma vero e proprio che agisce direttamente sul file wav che contiene la registrazione del master.
 
I requisiti:
 
I requisiti minimi ma realmente utilizzabili sono: un Pentium 200 MMX con 32 mb di RAM, una risoluzione di almeno 800x600 e una buona scheda sonora. IK multimedia attesta che il programma è in grado di lavorare con Windows 95, 98, NT4 e  NT5 (il futuro Windows 2000 professional): questo dimostra il serio e scrupoloso lavoro dei programmatori dell'azienda che ha costruito il software che, basandosi sulle librerie standard di Windows, ha fatto sì che il T-Racks possa girare sia sulla 'famiglia' nt che sulla 'famiglia' Win 9x.
 
Sebbene io abbia testato il programma su Windows 98, il T-Racks è presente anche in versione Macintosh, richiedendo un Power PC603e a 180 MHz o un Power PC604 a 120 MHz con 32 Mb di RAM e sistema operativo MacOs 7.5 o successivo.
 
L'interfaccia e le impostazioni:
 
Come  IK Multimedia ci ha abituato, l'interfaccia è attraente e comprensibile, sebbene esuli dalla classica interfaccia Windows.
 
 
 
 
Il pannello principale è posizionato in basso a destra e comanda la gestione dei files con i comandi open e  process si può rispettivamente aprirli e salvarli, con i tasti in basso si possono modificare le funzioni di ascolto.
 
 
 
Prima di procedere con la   determinazione degli effetti è bene notare il pannello sottostante e regolare il livello di uscita, il balance e gli eventuali preset (nella zona in nero).
 
 
 
Se ad un primo ascolto vi accorgete che il suono arriva con troppo ritardo rispetto alle modifiche fatte è opportuno ritoccare la lunghezza dell'audio buffer, modificabile premendo pref e selezionando il valore più appropriato alla vostra scheda: cioè il valore minimo in cui non ottenete interruzioni nè rumori durante l'ascolto del brano.
 
 
 
 
Con interface material si può cambiare il colore dell'interfaccia quindi passare ad un arancione (Copper) o  un color cielo nuvoloso (chrome). L'opzione Real Time processing permette di lavorare in real time sul file sorgente, opzione molto utile per la masterizzazione ma da evitare durante le prove!
  
Gli effetti:
 
Gli effetti possono essere impostati secondo due sequenze utilizzando l'apposito tastino patch sul compressore e sull'equalizzatore; il limiter rimane comunque in fondo essendo utile per non rischiare distorsioni indesiderate.
 
Il modulo di equalizzazione comprende un equalizzatore a sei bande formate da un filtro passa alto, un filtro passa basso e 4 filtri a frequenza regolabile ognuno eliminabile con il tastino di bypass sottostante alla manopola.
 
 
  
 
La raffigurazione in frequenza dell'equalizzatore è mostrata in un monitor molto accattivante:
 
 
 
Una volta regolato l'equalizzatore passiamo al compressore, anch'esso molto intuitivo.
 
 
 
L'equalizzazione già fatta sarà alla fine ritoccata nuovamente per adattare il suono al compressore in cascata. Anche l'interfaccia del compressore è chiara, intuitiva e semplice da utilizzare.
 
L'algoritmo utilizzato per il compressore come per gli altri effetti simula il classico suono valvolare e forse in questo contesto lo si apprezza maggiormente:  lavorando con il compressore si riesce a esaltare particolarmente le virtù del programma. La distorsione tipo tube scatta infatti nella zona rossa del display, ossia una volta superati i 0 dB e in modo graduale.
 
L'ultimo effetto a disposizione per il nostro master è il limiter: l'effetto permette di eliminare sgradevoli distorsioni dovute a picchi di volume. La regolazione dell'effetto è ottenibile utilizzando le manopole di overload, che funziona da attenuatore o saturatore, e la manopola di release time, che specifica la velocità di risposta del filtro, ossia per quanto tempo deve agire sul picco di volume.
 
 
 
Giudizio complessivo:
 
Il giudizio complessivo del prodotto è ampiamente positivo: facile da installare, come il groovemaker (software della stessa famiglia, già recensito su questo sito) viene fornito completo di manuale in 6 lingue.
 
T-Racks ha un'interfaccia molto semplice ed immediata, l'utilizzo della cpu è minimo e la cosa più importante è che con un pò di pratica si riescono a realizzare lavori strabilianti.
 
Unica nota negativa, anche se comprensibile nella scelta, è rappresentata dalla protezione con la chiave hardware: se si è già in possesso di Cubase e di un paio di effetti della Steinberg, vi troverete il PC sempre più distaccato dal muro a causa delle chiavi sulla parallela...