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 I PLUG-IN AUDIO - di Jurij Gianluca Ricotti (dalla rivista MacWorld)
 
I software di HD recording presenti sul mercato tendono tutti verso la costituzione di uno studio integrato in un solo programma. In questo modo il computer diventa uno strumento per la registrazione multitraccia audio, con l'evidente, vantaggio che una macchina del genere può offrire. Pensiamo infatti come sia possibile "editare" cioè elaborare o modificare le tracce audio senza per questo danneggiarle realmente. Tutti i processi di editing avvengono ìvirtualmenteî al'interno del software, dandoci la possibilità di poter tornare sempre sui nostri passi. Tutto questo introduce il discorso dei Plug-in che aggiungono effetti, tagli, equalizzazioni e quant'altro alla traccia audio, in tempo reale senza per questo modificarla effettivamente. Il sistema ci permette quindi di poter scegliere un diverso effetto da applicare alla traccia a seconda del gusto, potendo sempre tornare indietro alla traccia pulita senza effetti o modifiche.
Possiamo quindi registrare la chitarra direttamente nel computer e poi in un secondo tempo, inserire degli effetti di distorsione, compressione o reperire a scelta.
Ad esempio la Steinberg oltre ad offrire il programma Cubase VST 5 (Virtual Studio Tecnology) offre una serie di Plug-in molto accattivanti per quanto riguarda la chitarra: possiamo trovare un Grungelizer che simula la distorsione provocata da apparecchiature analogiche, il Fuzz un distorsore vero e proprio; altre case come la Spectral Design offrono invece Tun-a A: un utilissimo accordatore, il fantastico distorsore Red Valve-IT che offre degli speaker emulator ed alcuni amplificatori valvolari, la 3rdEAR di suo ha Tube Warmth che simula un pre valvolare oltre a quello proposto anche dalla DUY chiamato DaD Valve. In ordine il Fuzz, Grungelizer, Tun A, Red Valve-IT, Tube Warmth, e DaD Valve funzionano soltanto sul Cubase VST, Wawe Lab e Direct X. Per i possessori del programma e dell'hardware Pro Tools è possibile utilizzare Amp Farm, una chicca di Plug In che permette la simulazione degli amplificatori più famosi, quali Marshall, Fender etc.
 
Cos'è un Plug-In?
 
Se traducessimo dall'inglese il termine "Plug-In" in Italiano, avremmo letteralmente "attaccare", "collegare", termine che fa intuire, ma non chiarisce, l'esatta spiegazione dei software soprannominati "Plug-In". Così con questo termine si identifica un programma "aggiuntivo" che implementa nuove possibilità o potenzialità al software principale, detto "Host" o applicazione principale. I Plug-in possono essere utilizzati dall'applicazione principale attraverso una solita finestra, interna, dalla quale possiamo selezionare quello più adatto allo scopo, e lo adoperiamo insieme al software principale. Alcuni Plug-In vengono anche venduti in formato, o confezione, ìStand Aloneî, ossia, possono essere utilizzati anche senza il possesso del programma Host che li può ospitare. Non soltanto il software audio dispongono di Plug-in, anzi, molto spesso anche software di Grafica e design utilizzano ed implementano Plug-in per aggiungere potenzialità al programma principale, di solito sviluppati da terze parti e non sempre dalla casa che ha sviluppato il software Host. In questi casi la casa madre, rende pubbliche delle specifiche per l'implementazione di Plug-In, così che altre ditte software possano sviluppare AddOn (aggiunte) per il software proprietario e migliorarne le caratteristiche.
 
Nel campo Audio i primi Plug-In si sono visti con l'arrivo del famoso software ProTools di Digidesign, all'epoca solo presente per piattaforma Macintosh, in secondo luogo arrivò poi l'ormai noto Cubase VST sempre Mac.
 
Ma a che servono?
 
Come dicevamo arricchiscono il programma Host e offrono tre grossi vantaggi rispetto ai programmi tradizionali:
 
1-Il programma Host, è più "semplice" rispetto ad un'altro con all'interno tutte le possibilità offerte dai Plug-Ins. Questo richiede meno risorse al processore del computer, di conseguenza è più stabile e meno avido di Ram.
2-I Plug-In possono essere sviluppati da terze parti. Questo ne aumenta la varietà.
3-L'utente spende meno per un software di HD recording spesso privo di tutte quelle "aggiunte" che non utilizzerà, potrà in seguito, acquistare soltanto i Plug-In adatti al proprio lavoro.
 
Quanto consumano?
 
Ovviamente più Plug-In aggiungiamo al nostro software Host più risorse verranno chieste da quest'ultimo al nostro computer. Avremo bisogno di molta Ram, di maggiore velocità di elaborazione da parte del processore, di più spazio sull'HD. Tutti i software però dispongono di un misuratore delle risorse che mostra sempre la capacità rimanente a disposizione all'interno del computer. Nel Cubase questa funzione viene chiamata Performance. Una configurazione minima richiesta potrebbe essere Pentium II 166Mhzcon almeno 64Mb di ram per supportare un effetto in tempo reale. Per quanto rigurda la piattaforma Macintosh almento PPC 601 a 150Mhzsempre per un paio di effetti. Maggiori saranno le risorse maggiori le possibilità di lavoro. Non tutti i Plug-In però richiedono la stessa quantità di risorse, questo dipende dall'algoritmo di calcolo che il Plug fa effettuare al processore, più complesso sarà il calcolo, più risorse saranno richieste. Ad esempio un Plug di Reverbero consuma più risorse di un Plug per un effetto di Chorus o di Delay.
 
Cosa fanno?
 
I Plug-In generalmente sono degli effetti, molto simili a quelli che si trovano nei multieffetti a rack, come il Chorus, il Flanger, i Deley, il distorsore, i reverberi, presenti nella maggior parte dei programmi Host, ma ne esistono altri che svolgono funzioni molto più creative e dettagliate. Ad esempio esistono Plug-In in grado di togliere il rumore di fondo e pulire le tracce audio come il Denoiser o il Declicker, altri che lavorano su effetti di simulazione 3D del suono come Ambisone della Prosonique e FreeD della Spectral Design. Altri che simulano amplificatori valvolari come il RedVavle sempre Spectral Design, o invecchiamento del suono come il Grungelizer presente nel Cubase. Alcuni Plug-In fatti da terze parti permettono la modellazione del suono attraverso l'utilizzo di filtri di risonanza come quelli della GRM Tools, oppure l'Auto Tune per la correzione del pitch o il DeEsser per togliere il fastidioso sibilo delle ìEsseî presenti nelle tracce di voce. Attualmente sono stati introdotti dei nuovi Plug-In chiamati Instruments che consentono di emulare strumenti analogici e synth virtuali, oltre a campionatori e batterie elettroniche come il Waldorf PPG, il Pro52, l'EX24, Halion, LM4 etc etc.
 
Il prezzo dei programmi professionali in campo musicale, è molto diminuito, anche grazie al fatto che questi vengono venduti in un formato più "elementare" e privo di requisiti spesso non indispensabili, o spesso non utilizzati dalla maggior parte degli utenti. Infatti chi abbisogna di una particolare funzione può acquistarla in un secondo tempo sotto forma di Plug In (innesto). In genere il Plug In soddisfa specificatamente le richieste di chi lo compra.
Questa politica ha permesso anche la nascita di software house indipendenti con lo scopo di costruire plug-in, altre volte le stesse case di costruzione dei rack effetti (Hardware) mettono in commercio una versione del loro equipaggiamento sotto forma di Plug In (Software), integrando i loro prodotti con il programma principale ed evitando costose connessioni hardware, con notevole risparmio di materiale, come nel caso della TCWorks e della TLAudio.
 
 
Ma quanti tipi di Plug-In esistono?
 
I produttori di software indicano quindi con degli acronimi, le varie tipologie di tecnologie utilizzate all'interno dei loro programma. Queste sigle ne distinguono di conseguenza i plug-in che utilizzano dette tecnologie. Le tipologie più diffuse sono: VST, DirectX, TDM, MAS, RTAS.
 
 
Plug-In VST
Come già detto l'acronimo VST sta per ìVirtual Studio Technologyî creato da Steinberg per il suo celebre Cubase VST. Attraverso questa tecnologia il computer si trasforma in un unico studio di registrazione con funzioni di mixer, effetti digitali, editing audio e ultimamente trumenti synth virtuali. Con questo sistema è possibile fare musica quindi senza l'ausilio di terze parti hardware esterne, occorre soltanto un computer ed un sequencer VST come Cubase o LogicAudio. Cubase non detiene però l'esclusività della tecnologia VST che può essere utilizzata anche da terzi software come Logic, Spark, Vision, Peak etc. Di solito quando nelle specifiche di un software troviamo la scritta VST si enuncia che tale software sfrutta tale tecnologia e quindi rende possibile l'utilizzo di plug-in in formato VST. Questa tecnologia si appoggia al processore e quindi viene limitata proprio dalla sua potenza, più potente è il processore più Plug-In VST potremo utilizzare assieme. Chi utilizza le ultime generazioni di Mac o PC può utilizzare al meglio questo tipo di tecnologia.
 
 
Plug-In Direct X
Sistema sviluppato da Microsoft per il suo Windows.
 
MAS
La società Motu (Mark of the Unycorn) ha sviluppato dei plugs proprietari chiamati Mas (Motu Audio System)
 
Plug-In TDM
Il sistema TDM viene considerato nell'ambito professionale in quanto necessita di sforzi sia economici che di calcolo per poter essere utilizzato al meglio, i software che ne fanno uso sono principalmente la piattaforma Protools della Digidesign o il recente Spark XL della TC Works. La tecnologia TDM a differenza di quella VST o Mas non si appoggia al processore per essere elaborata, bensi impegna dei processori esterni posti su hardware esterno il che ne fa lievitare vertiginosamente i prezzi.
Chiaramente anche la qualità sonora e la resa dinamica offerta da tale sistema saranno migliori. Oltre alla tecnologia TDM esistono altre schede Hardware che sfruttano i propri processori interni per l'elaborazione di plug-in proprietari, come la Pulsar della CreamWare equipaggiata con processori Sharc, e la neo PowerCore della TCWorks equipaggiata con processori PPC.
 
 
 
VST instruments ed altri
Ultimamente sono nati una nuova generazione di plug-in VST 2.0 detti anche instruments, ossia dei veri e propri strumenti MIDI come Batterie elettroniche e non, synth, tastiere, pianoforti, campionatori che possono essere caricati all'interno del programma Host e simulano l'uso di macchine esterne MIDI come Expander a rack e campionatori, a volte tastiere. La cosa incredibile è che ora possiamo includere macchine virtuali all'interno del software di recording liberandoci di quelle esterne finora indispensabili. Tutto questo chiaramente, grava sul processore e sulla Ram, quindi preventiviamo una integrazione della Ram e l'aggiornamento del processore. Tra i Plug-in VST Instruments shareware di particolare rilevanza possiamo includere:
 
 
 
Prodotti Shareware
 
FMHeaven
Finalmente la possibilità di poter emulare la tastiera più famosa della Yamaha, la DX7. Questo plug-in è stato prodotto da C. Ferrari e risulta essere incredibilmente potente come synth software, infatti, permette l'import diretto dei file provenienti dalla vera DX7, possiamo ora avere all'interno del nostro plug-in il sistema esclusivo con tutti i suoni della vera DX7 e mandarla in pensione dopo più di 15 anni di onesto lavoro. Dispone di 64voci in polifonia, 6 oscillatori per FM, matrice di modulazione FX configurabile, ogni oscillatore può modulare ogni oscillatore, inclusa l'auto oscillazione. Keyboard Scaling indipendente per ogni oscillatore, fino ad un massimo di +/- 24db per ottava, mute per ogni oscillatore, Unisone mode incluso. Ogni altra informazione può essere scaricata insieme alla demo dal sito http://www.loftsoft.co.uk il costo di questo splendido esemplare di synth virtuale è di 50 dollari (100milalire circa) un affare per una DX7 nuova!!
 
 
 
 
Jurij Gianluca Ricotti Web site